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Videosorveglianza: formazione obbligatoria

L’installazione di sistemi di videosorveglianza allo scopo di dissuadere o porre rimedio a furti o altri illeciti, è una pratica sempre più diffusa. Nelle aziende e negli studi professionali i Titolari devono fare molta attenzione al rispetto della privacy dei propri clienti e dei lavoratori. Tutti i sistemi di videosorveglianza devono infatti rispettare le prescrizioni del Codice Privacy e dello Statuto dei Lavoratori.

È fondamentale prestare molta attenzione al provvedimento del Garante della Privacy e ricordare che mettere i cartelli (c.d. brevi informative) dopo aver effettuato l’installazione può velocizzare le operazioni, ma non è la procedura corretta.

L’Autorità Garante ha stabilito infatti alcuni obblighi, tra cui la verifica preliminare (per i sistemi dotati di particolari ausili elettronici), la necessità di autorizzazioni, esami preventivi e notificazioni. Inoltre è sempre necessario che il Titolare rispetti tutte le c.d. “misure minime di sicurezza”, tra cui vi è la formazione degli incaricati.

C’è poi lo Statuto dei Lavoratori, che vieta l’utilizzo di dispositivi elettronici con finalità di controllo a distanza dei lavoratori e, se si rende necessario utilizzarli per la protezione e la sicurezza, prevede alcune garanzie.

Lo Statuto stabilisce l’obbligo di osservare le garanzie previste dall’art. 4, per cui non è possibile installare sistemi di videosorveglianza in luoghi riservati esclusivamente ai lavoratori e non all’attività lavorativa. Ammette invece l’uso di sistemi di videosorveglianza se legati a esigenze organizzative, produttive o di sicurezza sul posto di lavoro, ma dai quali possa derivare anche il controllo a distanza dei lavoratori a condizione che vi sia un accordo preventivo con le Rappresentanze Sindacali aziendali (RSU), oppure la specifica autorizzazione della Direzione Provinciale del Lavoro.

Quest’ultima per poter rilasciare l’autorizzazione dovrà svolgere un sopralluogo e verificare, ad esempio, se l’angolo di ripresa delle telecamere sia o meno compatibile con il divieto sancito dall’art. 4 della legge n. 300/1970 e a quali obblighi attenersi.

A questo punto appare di tutta evidenza che quando si parla di videosorveglianza si parla anche di privacy e in particolare di formazione e aggiornamento periodico sulla normativa.

La formazione, infatti, è un obbligo per tutti i responsabili e anche per gli incaricati. In caso contrario bisogna essere consapevoli che si corre il rischio di sanzioni molto elevate: fino 30 mila euro per l’omessa informativa e reclusione fino a tre anni per il mancato rispetto del provvedimento del Garante.

I controlli possono essere effettuati dall’Ispettorato del Lavoro, dalla GdF o dalla Polizia di Stato, ma molto spesso le contestazioni sono effettuate dalla Polizia Municipale.

Per questo diventa oggi indispensabile che tutte le figure coinvolte nella installazione e nella gestione dei sistemi di videosorveglianza seguano dei corsi di formazione specifici. È consigliabile svolgere la formazione prima dell’installazione, in quanto solo in questo modo sarà possibile impostare correttamente i sistemi e adempiere ad ogni prescrizione di legge.

Autore: Matteo Angi - Law Compliance Advisor - Consulente EUCS - www.eucs.it